Documentazione Scuola dell'Infanzia: Dal Racconto al Corpo
Percorso educativo per la scuola dell'infanzia su narrazione, movimento e procedure: dalla routine alla preparazione della pizza attraverso il coding.
Che pizza!
Documentazione T3
Dal racconto al corpo, dalla routine alla procedura comunicabile
Un percorso per riconoscere, ordinare e spiegare azioni orientate a uno scopo, attraverso narrazione, movimento, immagini, materiali e parole.
Il contesto e il bisogno osservato
Il progetto si svolge presso l'Istituto Comprensivo di Bovezzo, nella scuola dell'infanzia 'G. Rodari', sezione Arcobaleno.
Sono coinvolti 8 bambini e bambine di 5 anni, appartenenti al gruppo dei grandi, con cui è stato possibile lavorare in piccolo gruppo.
Dall'osservazione emerge l'opportunità di sostenere attenzione, attesa del turno e ricostruzione del prima e del dopo, attraverso attività concrete e riconoscibili.
Dall'osservazione all'intenzionalità educativa
Il percorso è finalizzato a sostenere la capacità di riflettere sulle proprie azioni, di riconoscerne gli esiti e di riorganizzarle in modo progressivamente consapevole, anche attraverso l'esperienza dell'errore.
In coerenza con il campo di esperienza <em style="font-family: 'Playfair Display', serif; font-weight: 600; font-style: italic; color: #2C2C2C;">La conoscenza del mondo</em>, l'intervento educativo promuove il passaggio dall'esperienza vissuta alla sua riorganizzazione simbolica e verbale, sostenendo la capacità di descrivere, rappresentare e attribuire significato alle proprie esperienze.
Indicazioni Nazionali 2012
La storia come avvio dell'esperienza
La lettura dell'albo A caccia dell'orso introduce il percorso attraverso una situazione narrativa condivisa.
I bambini osservano i personaggi, gli ambienti attraversati e i diversi modi di muoversi nella storia.
La narrazione prepara il passaggio successivo: provare con il corpo che ogni contesto richiede un'azione adeguata.
Rosen, M., Oxenbury, H. (2015). A caccia dell'orso. Mondadori.
Dal racconto<br>al corpo
Dopo la lettura dell'albo, la storia viene trasformata in un percorso motorio.
Gli ambienti attraversati dai personaggi diventano tappe da riconoscere e attraversare: prato, fiume, fango, foresta, grotta.
I bambini sperimentano con il corpo che non tutte le azioni funzionano allo stesso modo in ogni contesto.
Gli effetti sonori collegati alla storia sostengono attenzione, attesa e regolazione del movimento.
Indicazioni Nazionali 2012, campo di esperienza Il corpo e il movimento.
Dal movimento al simbolo
Dopo il percorso motorio, le azioni vengono riprese attraverso schede, immagini e tessere.
A coppie, un bambino costruisce o modifica la sequenza e l'altro la esegue, nominando i passaggi mentre procede.
Al termine, la sequenza viene riletta verbalmente: che cosa è stato fatto, che cosa si sta facendo, che cosa viene dopo.
Il percorso diventa così qualcosa da vedere, seguire, correggere e raccontare.
CodeMOOC, CodyFeet. https://codemooc.org/codyfeet/
Dall'azione allo scopo
Le prime conversazioni hanno spostato l'attenzione dal "fare qualcosa" al "fare qualcosa per qualcuno".
I bambini hanno individuato azioni legate ai gusti dell'altro:
"Guardare un film, perché le piace."
"Giocare a calcio, perché è il suo sport preferito."
"Lo accompagnerei a prendere un gelato."
Queste risposte aprono il passaggio successivo: non basta scegliere un'azione, occorre anche capire come realizzarla, in quale ordine e con quali passaggi.
Frammenti anonimizzati.
Ricostruire una sequenza quotidiana
Il lavoro prosegue sulle azioni quotidiane raccontate dai bambini: andare a calcio, andare da un'amica, andare in piscina.
Quando il racconto salta un passaggio, l'insegnante rilancia con domande spiazzanti ma non giudicanti, prendendo sul serio l'incongruenza.
L'ironia apre uno spazio di revisione: i bambini ridono, riconoscono ciò che manca e ricostruiscono la sequenza in modo più ordinato.
Io arrivo, calcio, mi faccio la doccia…
Io arrivo e vado in camera sua…
Frammenti anonimizzati.
Le routine diventano procedure
Le routine scolastiche vengono osservate come sequenze di azioni.
Entrare a scuola, andare in palestra, apparecchiare per la mensa, lavarsi le mani: attività conosciute diventano occasioni per nominare i passaggi e ricostruire un ordine.
I bambini sono accompagnati a distinguere ciò che viene prima, ciò che viene dopo e ciò che serve perché l'azione abbia senso per chi la deve imparare.
Indicazioni Nazionali 2012, campo di esperienza La conoscenza del mondo.
Il VLOG per chi arriverà dopo
Le sequenze vengono trasformate in brevi spiegazioni rivolte ai bambini che arriveranno l'anno successivo.
La videocamera su cavalletto e i microfoni lavalier costruiscono un setting comunicativo riconoscibile: i bambini prendono sul serio la registrazione, curano le parole e provano a rendere chiaro il messaggio.
La tecnologia non è usata per aggiungere spettacolarità, ma per dare un destinatario alla procedura e lasciare una traccia documentabile dell'esperienza.
CREMIT, Il Digital Storytelling come strumento di documentazione.
La richiesta di Orso Miele
La richiesta di Orso Miele introduce una nuova situazione-problema.
Dopo aver lavorato sulle sequenze motorie e sulle routine scolastiche, i bambini sono chiamati ad aiutare Orso Miele a preparare la pizza senza sbagliare l'ordine delle azioni.
La lettera dà senso al compito: non si tratta solo di fare la pizza, ma di ricostruire una procedura chiara, utile e comunicabile.
Format progettuale T3.
Costruire la procedura della pizza
Prima di preparare la pizza, i bambini osservano e confrontano immagini, ingredienti, strumenti e azioni.
Il gruppo distingue ciò che serve da ciò che non serve, scarta gli elementi non pertinenti e costruisce una sequenza ordinata da seguire.
Il cartellone o ricettario rende la procedura visibile: i passaggi possono essere indicati, nominati, controllati e corretti prima dell'azione concreta.
Indicazioni Nazionali 2012, campo di esperienza La conoscenza del mondo.
Il laboratorio della pizza
La procedura costruita viene messa alla prova nella preparazione concreta della pizza.
Ogni bambino ha una propria postazione e segue i passaggi concordati: preparare l'impasto, stendere, aggiungere gli ingredienti, osservare la trasformazione e attendere la cottura.
Il setting sostiene l'autonomia e l'attenzione: materiali ordinati, postazioni riconoscibili e cartellone della sequenza aiutano i bambini a collegare il fare al prima, al dopo e al risultato.
Dewey, J. (2014). Esperienza e educazione. Milano: Raffaello Cortina.
Quando l'errore fa pensare
L'errore attraversa più momenti del percorso.
Nel movimento, nelle immagini, nella scelta degli ingredienti, nella preparazione della pizza e nella costruzione del messaggio, i bambini incontrano sequenze che non funzionano.
Osservare l'errore permette di fermarsi, individuare il passaggio critico, correggere e riprovare.
La procedura viene così riletta: non si cerca solo la risposta corretta, ma il punto in cui l'ordine delle azioni deve essere modificato.
Debugging: cercare l'errore, capire dove interrompe la sequenza, correggere e riprovare.
Astolfi, J.-P. (1999). L'errore, uno strumento per insegnare. / CodeMOOC, CodyFeet.
L'audio messaggio per Orso Miele
La procedura della pizza viene trasformata in un audio messaggio destinato a Orso Miele.
I bambini riprendono la sequenza, scelgono i passaggi da comunicare e provano a spiegare come preparare la pizza senza sbagliare l'ordine delle azioni.
La registrazione non è solo un prodotto finale: è una riorganizzazione dell'esperienza vissuta, resa comprensibile a un destinatario.
CREMIT, Il Digital Storytelling come strumento di documentazione.
Orso Miele e la dispensa delle attività
Orso Miele accompagna il percorso come mediatore narrativo.
All'inizio invia la richiesta di aiuto per preparare la pizza; alla fine diventa il destinatario dell'audio messaggio registrato dai bambini con la ricetta e gli errori da evitare.
Dopo aver ricevuto il messaggio, Orso Miele risponde con una mail di ringraziamento, nominando tutti i bambini e riconoscendo il contributo del gruppo.
Il barattolo viene inserito nella dispensa delle attività della scuola e raccoglie le tracce del percorso: la lettera, una foto stampata, una chiavetta USB con l'audio messaggio, i VLOG e i due video montati.
Format progettuale T3
Tracce di trasformazione
Il percorso rende visibile una trasformazione progressiva.
I bambini passano dal vivere una sequenza con il corpo al rappresentarla con immagini e materiali; dal raccontare azioni quotidiane al costruire procedure da spiegare; dall'incontrare l'errore al rivedere l'ordine dei passaggi.
La documentazione non restituisce tutto ciò che è accaduto, ma seleziona alcune tracce capaci di mostrare il cambiamento: attenzione, attesa, verbalizzazione, revisione e comunicazione.
Documentare significa rendere leggibile il processo, non soltanto conservare il prodotto.
Bibliografia e materiali
Bibliografia essenziale
Astolfi, J.-P. (1999). L'errore, uno strumento per insegnare. Firenze: La Nuova Italia.
Bertolini, C. (2018). Il digital storytelling nell'educazione prescolare. RicercAzione, 10(1), 63–80.
Cecotti, M. (2016). Fotoeducando. La fotografia nei contesti educativi. Parma: Edizioni Junior.
Dewey, J. (2014). Esperienza e educazione. Milano: Raffaello Cortina. Ed. orig. 1938.
Ministero dell'Istruzione. (2012). Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione.
Rosen, M., & Oxenbury, H. (2015). A caccia dell'orso. Trad. C. Carminati. Milano: Mondadori.
Materiali universitari e di tirocinio
Prescrizioni per la documentazione T3
FAQ Documentazione T3
Format progettuale T3
Diario di bordo
Griglia di osservazione
Fotografie selezionate
Trascrizioni anonimizzate
Materiali prodotti dai bambini
Materiali di corso usati come criteri documentativi
Fotoeducando
L'immagine fotografica evocativa
Indicazioni universitarie sulla documentazione T3
Sitografia consultata
Ministero dell'Istruzione. (2012). Indicazioni nazionali.
https://www.mim.gov.it/documents/20182/51310/DM%2B254_2012.pdf
Consiglio dell'Unione Europea. (2018). Raccomandazione relativa alle competenze chiave per l'apprendimento permanente.
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX%3A32018H0604%2801%29
Bertolini, C. (2018). Il digital storytelling nell'educazione prescolare.
https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/sird/article/download/3231/3109/12136
CodeMOOC. (s.d.). CodyFeet. Coding per l'infanzia.
https://codemooc.org/codyfeet/
CREMIT. (s.d.). Il Digital Storytelling come strumento di documentazione.
https://www.cremit.it/il-digital-storytelling-come-strumento-di-documentazione/
Galbusera, I. (s.d.). Raccontare l'infanzia. CREMIT.
https://www.cremit.it/raccontare-linfanzia-strumenti-metodi-ed-esperienze-per-una-documentazione-educativa-partecipata-e-innovativa/
Coscia, L., & Pieraccini, G. (s.d.). La fotografia come strumento di documentazione. INDIRE.
https://architetturescolastiche.indire.it/progetti/architetture-educative/la-fotografia-come-strumento-di-documentazione/
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